domenica 15 giugno 2014

Le scuse di Mineo e il post di Civati

Questa settimana è scoppiata una polemica (ma va) all'interno del Partito Democratico, Corradino Mineo senatore civatiano, componente della Commissione Affari Costituzionali, è stato sostituito dalla stessa dal capogruppo Zanda perché, critico della riforma del Senato del ministro Boschi, ha votato un ordine del giorno di Calderoli (uno che solitamente le riforme le azzecca), facendo andare sotto il Pd.

Successivamente il senatore Mineo, in una presentazione di un libro di Civati ha detto della Boschi che: "è la conseguenza della parità di genere", seguito da: "si è convinta di potere fare tutto, ma non è assolutamente in grado" e definisce Renzi come : "un bambino autistico, lo vorresti proteggere perché tante cose non le sa, però se lo metti a ragionare di politica e di rapporti di forza, suona"

Immediate sono state le sue scuse riportate e commentate da Civati nel suo blog in questo post, dove afferma, come potete leggere, che: "Corradino Mineo si scusa per l'uscita infelice di ieri sera. Facessero tutti così, saremmo già molto più avanti".

Voglio capire una cosa Pippo se me lo concedi: ma che significa facessero tutti così? Già fanno tutti così! Tutti o comunque quasi, dopo un uscita infelice chiedono scusa. Non sarebbe invece meglio ponderare ed elaborare meglio anziché lasciarsi trasportare dalla "stanchezza" (detto dallo stesso Mineo) o dalla rabbia del momento? Non sarebbe meglio che, considerando che si sta discutendo di un ministro della Repubblica e di un presidente del Consiglio, si ci contenga col proprio linguaggio? Senza tralasciare che chi sta discutendo di loro è un senatore e non un amministratore di condominio.

Ecco già questo non è da tutti.

Non voglio fare nessun tipo moralismo sulla battuta di Renzi autistico, perché non credo assolutamente che il senatore Mineo volesse offendere i sofferenti di questa malattia, come non credo assolutamente che l'uscita sulla Boschi sia definibile come "sessista". Io però credo che sia giusto che cariche istituzionali così importanti (e ho parlato di questo concetto anche sul il tweet di Gasparri) parlino con un linguaggio consono alla carica che hanno.
E da cittadino italiano lo pretendo pure!

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