giovedì 17 aprile 2014

Candidato o non candidato?

Depositate le liste per le europee un dubbio sorge spontaneo: chi ha veramente intenzione di fare il parlamentare europeo?
Perché lo chiedo, perché sono davvero tanti i candidati che hanno un ruolo più che attivo nella politica italiana, nel Nuovo centrodestra, per esempio, si candidano (come capolista) due pezzi grossi del governo Renzi, Lorenzin e Lupi, ministri rispettivamente della salute e delle infrastrutture. Lasceranno il loro incarico di governo per un seggio a Bruxelles?

Nella lista di Fratelli d'Italia spicca la candidatura della Meloni, capolista in tutte le circoscrizioni, leader del partito e deputata eletta poco più di dodici mesi fa nel parlamento italiano. Sorprende non poco la sua candidatura che la allontanerebbe dall'Italia, lei che sempre molto attiva nella politica nostrana.

Forza Italia presenta la candidatura di Giovanni Toti che negli ultimi mesi è stato ospite fisso in tutti i salotti televisivi per difendere B. come neanche Ghedini ha mai fatto in vita sua, sarà realistico vedergli accettare l'incarico di eurodeputato? Come se non bastasse in Sicilia spuntano come funghi i manifesti di un deputato all'Ars, Salvo Pogliese, che nell'ottobre 2012 ovvero un anno e mezzo fa è stato eletto con 11.931 voti di preferenze. Adesso presenta la sua candidatura per l'europarlamento, in pratica prendendo in giro quei quasi dodicimila elettori cui aveva promesso di fare il deputato regionale.
E Fitto? Lascerà la camera dei deputati anche lui?

Poi c'è il Pd. Beh il Pd è il Pd. Il disordine che c'è stato per comporre le liste, soprattutto quella della circoscrizione isole, è degna di questo grande partito.
Inizialmente la segreteria regionale siciliana diretta dal dalemiano Fausto Raciti (pensate un po' ci sono ancora i dalemiani), aveva indicato Cracolici, altro deputato regionale eletto con più di ottomila voti, però la segreteria nazionale lo ha troncato, come ha troncato sul nascere un eventuale candidatura del senatore Lumia sponsorizzato dal presidente siciliano Crocetta, vengono inserite in lista il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, il deputato (l'ennesimo) Raciti e l'assessore della rivoluzione alla formazione Nelli Scilabra, tre che hanno poi rifiutato la candidatura.

Attualmente sono otto i candidati nelle liste del Pd che attualmente sono deputati nazionali e le quattro capoliste (rigorosamente donne, che serve più per fare propaganda che per altro), sono tutte deputate elette anch'esse poco più che un anno fa dalle elezioni politiche.

Quindi Toti, Meloni, Lupi, Lorenzin, Moretti, Picerno, Bonafè, Fitto, Mussolini, gente che tiene davvero a diventare europarlamentare oppure semplici nomi copertina che servono a far prendere voti alle liste per poi immediatamente rinunciare a Bruxelles facendo si che la poltrona vada a candidati con meno voti, che magari da soli non ce l'avrebbero fatta?

Io credo sinceramente la seconda opzione, ma a questo punto non sarebbe stato meglio fare come Barbara Spinelli, candidata con Tsipras, che ha detto chiaro e tondo che la sua candidatura è per dare lustro alla lista e che rinuncerà al seggio se eletta?

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