mercoledì 19 marzo 2014

Renzi, il fu rottamatore...

Dopo la nomina del vice-disastro Franceschini (vi ricordo che Franceschini era il vice segretario del Pd all'epoca di Veltroni segretario, definito da Renzi, appunto, un disastro) a ministro, pare che Renzi abbia abbandonato l'idea di rottamare i vecchi volponi del Pd, che nolenti o volenti ce li ritroviamo sempre davanti il naso. Dalla foto si capisce benissimo a quale altro volpone (oltre a Franceschini) mi sto riferendo, Massimo D'Alema. Sembrano essere lontani anni luce, quindi, gli screzi che nel pre e nel post congresso hanno caratterizzato il loro rapporto. Soprattutto considerando quella che fu la primordiale idea del fenomeno Renzi quella del rottamatore, quella del rinnovamento e di capisaldi politici (conflitto di interessi in primis) dalla quale piano piano sembra essersi allontanato.
Già perché i vecchi volponi sono sempre lì e dobbiamo dire grazie a Veltroni che ha deciso di fare il regista e lo scrittore abbandonando, pare, la politica, sennò ci sarebbe ancora lui. Se non sapete a cosa mi riferisco è bene che sappiate che ieri Renzi ha presenziato alla presentazione del libro di D'Alema "non solo euro", che aveva quasi il sapore di candidatura del baffino amante delle navi alle europee di quest'anno. E come andavano d'accordo!
Facciamo due calcoli quindi, D'Alema e Franceschini da rottamare, no, conflitto di interessi, no, Berlusconi fuori dalla politica, no, questi erano alcuni dei capisaldi della politica renziana e non si può di certo dire che non ha avuto la possibilità di attuarli. Mi auguro che non snaturi anche l'idea di superare il bicameralismo perfetto che vedo come un vero spostamento verso una reale seconda Repubblica non quella inventata dai giornali nel pos-tangentopoli. Staremo a vedere.

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