venerdì 24 gennaio 2014

La guerra delle poltrone

Questo succede in Sicilia, in un momento di grande instabilità e difficoltà, proprio qui in Sicilia si pensa solo ed esclusivamente alle poltrone.
Da tempo il Pd minaccia il presidente Rosario Crocetta di uscire dalla maggioranza se non ci fosse stato un rimpasto della giunta. In giunta infatti ci sono solo tecnici, mentre il partito vuole dei politici, ovvio e palese come i protagonisti del rimpasto sono i deputati regionali Lupo (segretario del Pd siciliano) e Cracolici, cioè coloro che hanno trascinato il partito a remare contro il loro presidente. Quindi le sorti di un'intera regione sono nelle mani (o nel culo visto che parliamo di poltrone) di questi due e delle bagarre di partito, di giochi di potere, di congressi, di assemblee e perché no anche di primarie, visto che dopo la vittoria di Renzi, mette bocca anche un membro della sua segreteria, Faraone (tra gli indagati delle spese pazze siciliane), che chiede a gran voce un rimpasto, ovviamente è un caso che anche Lupo sia un renziano.
Quindi niente importa che Crocetta sia il primo presidente di sinistra, nella storia recente, della Sicilia e che quindi hanno un'opportunità più unica che rara per governare, niente importa dei sodalizi tra Pd e Megafono, il movimento fondato proprio dal presidente, in tanti comuni siciliani nelle ultime amministrative. Niente, l'unica cosa che importa è quella di assicurare una calda, morbida e comoda poltrona per le loro chiappe o quelle dei loro amici. Quindi da questo dipende la Sicilia, dalla comodità dei culi dei politici. Però Lupo è solito dare l'appoggio a chi magari non è del suo partito, ne della sua coalizione, come per esempio Lombardo, a cui per molti anni il Pd siciliano ha fatto da spalla, evidentemente in quel periodo il suo culo era ben comodo.

Nessun commento:

Posta un commento